venerdì 30 gennaio 2015

Un pane senza glutine per Sarajevo Rewind 2014 > 1914

Gluten free bread - Pane bianco comune

Una settimana particolare.
Piena di belle cose, soddisfazioni, affetti. Sentirsi benvoluti. Sono cose che contano e ti danno forza ed energie.
Poi uno vede le foto di Kobane liberata. E tocca con mano quanto la nostra normalità sia appesa a un filo. Quanto tutto quello che ci sembra ovvio, scontato, dato per assunto in realtà sia frutto di una fortunata alchimia che può cambiare da un momento all'altro.
Cambio di scena: nel 2012 in Ucraina ci sono stati gli europei di calcio. Sfavillanti. Investimenti internazionali. Chi avrebbe pensato che dopo due anni dopo l'Ucraina sarebbe precipitata dentro una guerra? Perché in Ucraina c'è la guerra, anche se non lo sentiamo dire. Il gas, l'acqua, la corrente elettrica, tutti razionati. Nei negozi non si trovano i beni di prima necessità. Richiamano i ragazzini alle armi. La guerra che porta morte e distruzione. Chi l'avrebbe mai detto?
Come successe a Sarajevo. Un assedio durato quattro anni. Ve lo immaginate di stare quattro lunghi anni sotto assedio? Andare a fare la spesa sotto tiro dei cecchini. Le macchine che saltano per aria. La guerra. L'assedio. Le atrocità. Eppure non è un'altra epoca, è stato solo 19 anni fa. Io me lo ricordo bene, come tutti guardavamo dall'altra parte.
Come nel 1914.
L'Europa della Belle Epoque e improvvisamente, la guerra. Una serie di assurde concatenazioni che fanno scattare un conflitto mondiale con milioni di morti. Lo sto (ri)studiando in questo periodo, con mia figlia che è in terza media. Le trincee, Niente di nuovo sul fronte occidentale, Uomini contro. L'orrore della guerra che con tutto il suo bagaglio di atrocità entra dentro la vita quotidiana fino a ieri animata dalla sua impagabile leggerezza.
Per non dimenticare, per non ripetere gli orrori del passato, bisogna ripercorrere la storia, bisogna non dimenticare.
Ed è per questo che oggi vi chiedo una mano.
Per un'iniziativa di crowfunding (per chi non sa cos'è il crowfunding, c'è sempre Wikipedia che ci viene in aiuto, io fino a poco tempo fa non conoscevo questa forma di finanziamento dal basso) per fare un film.

Sarajevo rewind 2014>1914 di Eric Gobetti e Simone Malavolti

Qui il teaser del film


E qui qualche informazione

http://www.istitutocervi.it/2014/07/09/la-ricerca-di-gobetti-e-malavolti-sullattentato-dellarciduca-francesco-ferninando-per-mano-di-gavrilo-princip/

Per saperne di più.

Due viaggi e un docufilm. Lungo le strade percorse da Gavrilo Princip e da Franz Ferdinand per raggiungere Sarajevo. Di Eric Gobetti e Simone Malavolti

Un film autoprodotto e autofinanziato.
Per saperne di più:

Ma questo è un blog di ricette.

La ricetta di oggi è quella di un pane. Semplice pane bianco a lunga lievitazione.

Per ricordarci che anche il pane può mancare.


white gluten free bread - pane bianco comune lievitato in frigo intero  
Pane bianco comune a lunga lievitazione
Ingredienti
  • 200 g di farina per pane Revolution food (¶)
  • 200 g di mix per pane Nutrifree (¶)
  • 100 g di farina Glutafin select (¶)
  • 400  g di acqua tiepida
  • 5 g di lievito di birra
  • 2 cucchiaini di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero Muscovado
  • farina di mais finissima per la spianatoia
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

Procedimento

Sciogliete il lievito in 400 g di acqua tiepida con un cucchiaino di di zucchero Muscovado e un cucchiaio di farina. Mescolare. Quando fa la schiumettaunite  il resto della farina setacciata e cominciate ad impastare (io in planetaria con gancio K).

Quando l'acqua è stata assorbita dalla farina unite il sale.

Continuate ad impastare per una decina di minuti.

Trasferite l'impasto in una ciotola unta e mettetela in frigo (ripiano più alto, frigo il meno freddo ppossibile) per una notte.

La mattina dopo tiratelo fuori dal frigo, sarà ben lievitato, lasciatelo riattivare per un'ora e mezza, fino a che non è più tanto freddo.

Rovesciatelo allora sulla spianatoia infarinata con farina di mais finissima, dategli un giro di pieghe e lasciatelo riposare una mezzora.

Formate il il filone, cosa non semplice perché è un impasto abbastanza morbido, e fatelo rilievitare un'ora / un'ora e mezza. Vedrete voi quando è pronto.

Prima di infornare fate dei tagli trasversale stile bloomer, con una lametta o un coltello molto affilato e infornate trasferendo l'impasto sulla refrattaria infarinata (mi raccomando, altrimenti il pane attacca!) che sarà stata nel forno preriscaldato a 220 °C per una mezzora.
Sul fondo del forno avrete messo anche una pentolina, che a questo punto sarà bollente. Appena infornato il pane buttate tre o quattro cubetti di ghiaccio nel pentolino, si scioglierà immediatamente sprigionando una nuvola di vapore che aiuterà la formazione di una crosta come si deve, lucida e croccante.
Dopo i primi 10 minuti aprite il forno, per far sfiatare il vapore, e abbassate la temperatura a 200° C e continuate la cottura per cinquanta minuti circa, finché non è bello dorato e "bussando" sul fondo emette un rumore cavernoso.

Volendo, soprattutto se avete un forno molto "vaporoso" come il mio, e non volete un pane molto umido, gli ultimi dieci minuti potrete abbassare ulteriormente la temperatura a circa 180° C e passare alla modalità forno ventilato.

C'est tout.

Con questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day
una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living.


I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

martedì 27 gennaio 2015

Happy birthday Ale!

3 minute fudge

Sabato, cosa sulla quale ho fracassato i cabbasisi a tout le monde, c'è stata la presentazione del mio libro, e come al solito a un certo punto dei preparativi sono stata assalita dalla famosa e ben nota sindrome del Non-c'è-niente-da-mangiare.
Cosa potevo fare oltre alla torta di carote, la torta al caffé e noci, i bigné alla crema, i cookies alle noci, le mini-tarte frangipane alle pere, le tartellette alla frutta, il rotolo alla Nutella e quello al cacao e lamponi (tutte ricette che volendo potete trovare sul mio libro "Il dolce gluten free" pubblicato da Giunti Editore)?
Ma era notte fonda, mi reggevo in piedi per miracolo, non è che potessi inventarmi il dolce diplomatico.
Ci voleva una cosa veloce e d'effetto.
Ci voleva una PORCA FIGURA!!!
E così, alle due di notte di venerdì, perfettamente in linea con il fuso orario di Singapore dove è andata a spargere il suo verbo, mi sono trovata a sfogliare virtualmente ma non per questo meno freneticamente il suo blog nuovo di pacca, o quasi, An old fashioned lady.
Solo che non c'erano cose abbastanza veloci, praticamente avevo bisogno di qualcosa che si facesse nello stesso tempo che ci vuole a dire Abracadabra!
Così sono passata al suo vecchio blog, sicura di trovare ciò che cercavo, e così è stato: a un certo punto è apparsa, come una rivelazione sulla via di... Singapore, passando per Londra però, la soluzione ai miei problemi.
Il fudge al latte condensato di Nigella!!!
E se Alessandra scrisse al proposito God Bless Nigella! io d'ora in poi penserò God Bless Alessandra!, che mi ha fatto mettere l'anima in pace venerdì notte.
Un chilo di cioccolato bianco e latte condensato, una bomba calorica che potrebbe stendere un esercito, la soluzione di tutti miei mali: 3 minuti era scritto, e 3 minuti sono stati!
Se cerchi una ricetta che viene, se cerchi una ricetta buona, se cerchi una ricetta fattibile ma ricercata, se cerchi una ricetta semplice ma non banale, in una parole se cerchi una ricetta che ti faccia fare una porca figura, sai dove andare, l'Ale non ti tradirà!

Conosco Alessandra da qualche anno oramai, e non riesco a capire da dove prenda le energie per fare tutto quello che fa. Probabilmente tiene nascosta una giratempo da qualche parte, probabilmente è un'aliena piombata qui da un altro pianeta, ma se c'è un'idea brillante, un progetto innovativo, e soprattutto qualcosa che funziona, che sia una ricetta o un'iniziativa, puoi stare certo che dietro c'è lo zampino della Ale.
Faccio parte della squadra dello Starbooks, e si sa che con lei c'è da andare sul sicuro: è sempre presente, a noi e a se stessa, qualunque cosa stia accadendo nel suo vorticoso mondo!

Insomma, l'Ale è una garanzia, di successo, di creatività, di organizzazione. L'Ale è una macchina da guerra, e non posso immaginare cosa sarà capace di combinare laggiù... Tremo al solo pensiero.

Tanti auguri Alessandra!!!! Buon compleanno!!! Buon tutto!
http://anoldfashionedlady.blogspot.it/

E la ricetta?? Eccola! Eccola! Tanto non ci vorranno più di 3 minuti!


Fudge al latte condensato

Ingredienti

  • una lattina di latte condensato (400 g) circa (¶)
  • 400 g di cioccolato (¶)
  • 50 g di burro
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.
 
Preparazione 
Sciogliete al microonde tutti gli ingredienti, versare il composto in una teglia quadrata o rettangolare rivestita di carta da forno e mettere in frigo per una notte. 
 
Tagliare a cubetti e servire, lasciandolo in frigo fino all'ultimo momento.
 
Si possono fare con cioccolato in purezza, oppure aggiungedo della frutta secca, o della frutta disidratata.
Io l'ho fatto con quello che avevo in casa, con cioccolato bianco e uvetta.

venerdì 23 gennaio 2015

Torta noci e caffé senza glutine per il 100% GFFD

torta caffé e noci

È venerdì, e il venerdì è il giorno del 100% Gluten Free FriDay.

È venerdì, e questo venerdì è il giorno prima di questo sabato. Sono piuttosto agitata, devo ammetterlo.
Poi sabato sera  sarò contenta, ma adesso sono agitata.

Sto facendo dolci come se dovessimo fare scorte per l'eternità. Cookies di Martha Stewart, che i miei figli hanno finito prima del tempo, e ancora cookies della Gaia, e baci di dama, e torte di carote... Oops! Ma la torta di carote non l'ho ancora mica pubblicata...  Vabbè, sarà per un'altra volta.
E poi vorrei portare questa torta noci e caffé.
L'ho fatta quest'estate, è un classico della pasticceria di casa anglosassone, ed è davvero parecchio ma parecchio buona. Mary Barry dice di averla rifatta in moltissime occasioni, dalla festa in famiglia alla riffa di beneficenza del quartiere.

L'ho trovata in vari libri, sia nella Baking Bible di Mary Berry che in Cakes di Delia Smith, ma ce ne sono molte altre versioni: quella di Nigella, quella di Jamie Oliver, quella di Hugh Fearnley-Whittingstall... 

La versione tradizionale prevede l'uso della crema al burro al caffé, ma come scrive Delia Smith, l'avvento del mascarpone ha cambiato tutto, e fare la crema con il mascarpone è decisamente più rapido e permette di ottenere un risultato dalla consistenza più cremosa e dal gusto più pieno.

La torta è una sponge cake al burro, molto ricca e rotonda. Si può fare anche versione traybake (teglia rettangolare) perfetta per le fiere di beneficenza della Barry (sic!)

È buonissima, leggera ma con un intenso sapore di caffé che fa davvero inebriare.


Ovviamente, questa ricetta la potete trovare anche nel mio libro "Il dolce gluten free" che guarda caso vado a presentare proprio domani in quel di Firenze.


Dite che l'avevo già pubblicato l'invito? Vabbé...

Repetita iuvant.

E ora vai con la ricetta!

torta caffé e noci

Torta al caffé e noci
Ingredienti
(per una tortiera da 20 cm di diametro, per una teglia rettangolare 20 X 30 cm bisogna raddoppiare le dosi)

Per la sponge cake alle noci 
  • 100 g di mix per dolci lievitati (¶)
  • 20 g di farina di quinoa (¶)
  • 120 g di burro morbido
  • 120 g di zucchero
  • 2 uova
  • 50 g di noci + 8 gherigli
  • ½ bustina di lievito per dolci (¶)
  • un cucchiaio di caffé solubile (¶)
Per la crema
  • 300 g di mascarpone
  • 3 cucchiai di zucchero a velo (¶)
  • 1 cucchiaio di caffé solubile (¶)
  • ½ tazzina di latte
  • Burro e farina di riso (¶) per la tortiera
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.
 
Preparazione  
Per la torta montate il burro con lo zucchero finché diventa una crema bianca e spumosa, poi incorporate le uova una alla volta, sempre montando. Unite il mix per dolci e la farina setacciati insieme al lievito e, per ultimi, le noci tritate e il caffè solubile.
Versate il composto nella tortiera imburrata e infarinata e fate cuocete per 30 minuti nel forno preriscaldato a 170° C, poi lasciate raffreddare completamente.

Per la crema montate il mascarpone, quindi unite lo zucchero a velo e il caffè solubile sciolti nel latte.

Sformate la torta e dividetela in due dischi (tagliatela con attenzione perché è piuttosto delicata), quindi spalmate metà della crema su quello inferiore con una spatola o con un sac à poche. Ricoprite con l'altro disco di torta e spalmateci sopra il resto della crema, decorando con i gherigli di noce tenuti da parte.

Con questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day

una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living.


I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

venerdì 16 gennaio 2015

Sabato 24 gennaio: siete tutti invitati

La ricetta non c'è...

Ma in cambio c'è un invito.

QUANDO
Sabato prossimo, 24 gennaio, alle 17:00 alla Libreria Gioberti di Firenze.

COSA
Dolci... da assaggiare in diretta :-)

CHI
Oltre alla sottoscritta ci sarà Laura Zuffanelli, dell'Associazione Italiana Celiachia. 


Ah... La ricetta in realtà c'è, sullo Starbooksblog, una crema di broccoli della Martha Stewart che non sbaglia mai un colpo.

http://starbooksblog.blogspot.it/2015/01/crema-di-broccoli.html






giovedì 15 gennaio 2015

Articoli & biscotti


Gluten free Cinnamon cookies

Natale è passato, ma mica ci è passata la voglia di biscotti...
Questi biscottini alla cannella, stile spekuloos, li potete trovare oggi su D|Ricette.

http://la.repubblica.it/cucina/ricetta/biscottini-alla-cannella-senza-glutine/43845/

E già che ci sono vi segnalo che proprio su D|Cucina è uscito l'altro giorno un articolo sul mio libro.  Ci troverete ben tre ricette! Cosa aspettate?

http://d.repubblica.it/cucina/2015/01/12/news/ricette_dolci_senza_glutine_gluten_free_gaia_pedrolli-2439378/

E dicembre ne erano usciti addirittura due!!!!

Uno su Gluten Free Travel & Living

http://www.glutenfreetravelandliving.it/dolce-gluten-free-gaia/

E l'altro su Dolci.it

 http://www.dolci.it/articoli/il-dolce-gluten-free-di-gaia-pedrolli#.VLdmKcn4d34 


Sul libro poi ci sono delle novità in cantiere... 

Di che si tratta?

Stay tuned!

lunedì 12 gennaio 2015

Il profumo del fritto: krapfen senza glutine


Su questo blog si ondeggia. Fra la mia nonna di Trento, la grande nonna Carmela, che in realtà era minutissima e la nonna Maria e la zia Rossana di Modena. L'unica rimasta è la zia, oramai ottantunenne, che tiene il timone familiare con piglio deciso malgrado alcuni cedimenti dell'età. 
Ci sono poi delle incursioni extra-vaganti, dalla Toscana alle Marche, il roastbeef di mia mamma, i dolci della zia Sandra, le olive della suocera. Fra un po', su questi schermi, un dolce fritto della suocera, che è di quelle che non è festa se non si benedice col fritto, manco fosse acqua santa.

Oggi però è tutto della nonna di Trento, questo post. Era lei che faceva i krapfen. Le ricette della nonna Carmela non ce l'ho tutte. Quando morì accadde tutto troppo velocemente, e non riuscii a ritrovare il suo quaderno di ricette. In compenso trovai quello di sua sorella, che serbo ancora gelosamente, sempre più sbiadito, ma il quaderno della nonna no, non c'era. Chi l'abbia preso, dove sia non saprei. Ma per anni ho sperato di ritrovarlo. 
Molte ricette le avevo salvate quand'era in vita, malgrado fossi ancora giovane e non mi occupassi della cucina di casa. 
Ma cucinare mi piaceva già, e già avevo quel gusto per il testimone culinario che ci si passa da madre in figlia, da nonna a nipote e attraverso il quale si tramanda ben di più che le ricette di famiglia. 
Ma tante altre sono andate perdute. Alcune ho cercato ossessivamente di riprodurle,  come se la loro perdita rappresentasse la perdita di una parte di me. Altre le ho dimenticate. Soprattutto i dolci erano dolci semplici, davvero merende di casa. Strudel, ciambelle, torte così poco dolci che quasi non erano torte. 

Ma i krapfen no. Erano sublimi. Morbidissimi, profumati, leggeri, si scioglievano in bocca. Rigorosamente farciti con marmellata di albicocche, anche se già da allora li preferivo con la crema e la nonna ogni tanto tradiva per me la tradizione.
Sarà il nome, sarà l'origine, ma davvero per me avevano un che di imperial-regio, non erano un dolce qualsiasi.

Ho sempre desiderato provare a rifarli, ma per tanto tempo mi sembrava che un dolce lievitato e fritto fosse al di là delle mie possibilità. Certo, ultimamente non è più così, ma erano rimasti lì ad aspettare. Fino ad oggi. Ho scartabellato tanti libri, riviste, blog. Ero tentatissima di provare la ricetta di Felix, hanno un aspetto splendido. Però alla fine la ricetta che più mi ha convinto è stata quella di Adriano. Sarà stata per la doppia lievitazione, che tanto giova alle nostre farinacce, sarà perché lui è una garanzia. Ma sicuramente la decisione è venuta dall'aver visto che anche Manuela aveva fatto questi krapfen e ne era stata molto soddisfatta: se una trentina doc come lei, per di più grande esperta di lievitati, ne era stata contenta, bisognava provare.

L'ho fatta pari pari, semplicemente dimezzando le dosi e aumentando un po' la quantità di latte. Da rifare assolutamente.
I krapfen sono così buoni che anche pure il puzzo di fritto profuma!


Gluten free krapfen

La farina è quella per fritti Dallagiovanna. Detti anche santi-subito. Apres Dallagiovanna il mondo non è più lo stesso. Questa non è una collaborazione: lo scrivo senza aver ricevuto nemmeno un grammo di farina da loro, non mi conoscono, ho comprato le loro farine prima sul sito, spendendo un patrimonio di spese di spedizione, e poi al Gluten Free Expo.  Sono quasi finite. Mi pare di aver capito dove le posso trovare a Firenze, e mi ci catafionderò al più presto. Problematiche del tempo libero, le chiama mio marito. Però oggi di questi krapfen se n'è fatti fuori tre.

Mannaggia a me che ho fatto solo mezza dose!!!!

Gluten free krapfen

Krapfen senza glutine
(versione senza glutine della ricetta di Adriano Continisio)

Ingredienti
  • 300 g di farina speciale senza glutine per fritti del Mulino Dallagiovanna
  • 170 g di latte intero
  • 1 uovo grande
  • 45 g di zucchero vanigliato (io home made, ottenuto conservando lo zucchero in un barattolo con le bucce di vaniglia)
  • 40 g di burro pomata
  • 10 g di rum 
  • 10 g di lievito di birra
  • 5 g di sale
  • la scorza grattata di mezzo arancia non trattato 
  • 1 cucchiaino di miele millefiori
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.
 
Preparazione 
Lascio la parola ad Adriano, con le mie poche modifiche:
Sciogliete il lievito nel latte tiepido, unite 110 g di farina ed il cucchiaino di miele millefiori, quindi mettete nel forno con la lucina accesa fino a triplicare (Adriano dice mezz'ora, a me abbastanza di più). 
 
Montate le uova con lo zucchero. 
Impastate il lievitino con poca farina ed unite la montata di uova alternandola con la farina (io in planetaria a bassa velocità con la frusta a foglia). 
Con l'ultima aggiunta di uova unite il sale, aumentate la velocità, e poco dopo aggiungete anche il rum e la scorza di arancia. Incorporate lentamente il burro pomata, in più volte, e continuate ad impastare per una decina di minuti rovesciando alcune volte l'impasto. All'inizio sarà appiccicoso, via via diventerà sempre più omogeneo e maneggevole
Coprite e lasciate triplicare.
Rovesciate l'impasto sul tavolo e fate una piega a tre. Stendete ad un dito di spessore e porzioniate con un coppapasta di circa 7cm di diametro. Reimpastate velocemente i ritagli, ristendete e ricoppate fino a finire l'impasto. Coprite con pellicola e lasciate raddoppiare

Gluten free krapfen

Scaldate l'olio (ma la prossima volta voglio farmi del male e sperimentare lo strutto, che per i fritti di questo tipo è la morte sua) in una pentola profonda fino a 175° C. dal lato che era all'aria, facendo attenzione a non bagnare l'altro. Quando smettono di gonfiare giriamoli e portiamo a doratura. Rigiriamo ancora e portiamo a doratura.
Tamponiamo con carta da cucina.
Se abbiamo fatto tutto per benino saranno vuoti al centro e potranno essere siringati di marmellata o crema e spolverati di zucchero a velo.

Gluten free krapfen

sabato 27 dicembre 2014

Bavarese... No! Arista caramellata all'arancia

bavarese all'arancia


Un altro dolce?

BASTA!
Comunicato n° 1
L'Esercito di Liberazione dal Picco Glicemico ha deciso di attaccare il presente blog per eccesso di dolci.
La proprietaria del blog è stata fatta catturata e sottoposta a regolare processo. 
La giuria ha decretato che:
  • il tasso glicemico del blog La Gaia Celiaca supera ogni livello consentito
  • la sproporzione fra dolci e altre tipologie di pietanze pubblicate sul blog La Gaia Celiaca è assolutamente indecorosa
  • la golosità della proprietaria del blog La Gaia Celiaca non è eguali 
  • la proprietaria del blog La Gaia Celiaca sta ingrassando a vista d'occhio e senza apparente intenzione di smettere
L'imputata proprietaria del blog La Gaia Celiaca viene condannata alla pena di non pubblicare più ricette di dolci per i prossimi 12 mesi
Non più dolci per un anno?!! Non è possibile! Io chiudo il blog!
Datemi le attenuanti. Prometto che mi darò una regolata. Che mi metterò a pubblicare anche altre portate, che ricomincerò con la regola di pubblicare tutte le tipologie di portate in fila, una dopo l'altra.... circa....

Niente da fare signora Gaia Celiaca, la pena è inappellabile, lei non si può sottrarre.
Niente dolci per i prossimi 12 mesi.

E dovrà cominciare a scontare la sua pena da SUBITO!

Quindi niente ricetta della mia splendida bavarese all'arancia?!?! E come faranno i miei lettori????

Oggi vi ammannirò una ricetta di carne. Perfetta per il cenone di capodanno, volendo.
E se proprio volete, la meravigliosa bavarese all'arancia per dessert la potete fare lo stesso. Come?
Ma prendendo la ricetta direttamente dal mio libro, quello pubblicato da Giunti Editori.

http://www.giunti.it/libri/cucina/pasticceria-gluten-free/


E codesto maiale, di che si tratta? 
Vale la pena rinunciare a una ricetta di un dolce per un semplice secondo????

Certo che sì! Questo arrosto di maiale caramellato all'arancia è una meraviglia. 
Buono, profumato, raffinato. 
Perfetto se accompagnato con una composta di mele, che peraltro ha il vantaggio di farsi da sé. 
La ricetta l'ho presa da Artemisia Comina, una che se ne intende, come si dice in giro.

E per la bavarese? Tornate su questi lidi fra qualche giorno, magari nel frattempo sarò stata liberata...

maiale caramellato all'arancia

Arista di maiale caramellata all'arancia
(da una ricetta di Artemisia Comina)

Ingredienti
  • 1,2 kg di arista disossata (lei carré)
  • 4 arance
  • 2 carote
  • 2 cipolle
  • 1/4 l di brodo di pollo (io di brodo vegetale fatto con una cipolla, una carota, due coste di sedano e una falda di peperone)
  • un cucchiaino di amido di mais (a me non è servito) (¶)
  • 100 g di zucchero
  • 2 cucchiai di liquore all'arancia (non l'avevo, l'ho sostituito con due cucchiai di brandy) (¶)
  • 2 cucchiai di aceto (io bianco di mele)
  • 1 dl di vino bianco secco
  • 1 cucchiaio di marmellata d'arance amare (¶)
  • olio d'oliva extravergine q.b.
  • sale
  • pepe nero di mulinello 
  • 1 kg di mele renette
  • 1 limone non trattato
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.
Preparazione 
Massaggiate il pezzo di arista con l'olio e fatelo rosolare in una padella, quando è rosolato da tutti i lati toglietelo dalla padella e mettetelo da parte fra due piatti. 
Nella pentola aggiungete un paio di cucchiai di olio e fatevi appassire la carota e la cipolla tritate fini.
Mettete da parte. 
 
Preriscaldate il forno a 250°C, ed infornate a metà altezza il pezzo di arista che avrete trasferito in una teglia da forno a misura. Bagnate con il succo delle arance (conservatene le bucce) ed il vino bianco. 
Controllate ogni tanto che non si bruci, ed eventualmente girate il pezzo. 
Dopo mezz'ora, abbassate la temperatura a 190°C e continuate la cottura per un'ora, unendo al sughetto anche il trito di cipolle e carote. 
Se dovesse seccare troppo, unite il succo dell'altra arancia.

Nel frattempo preparate il caramello, mettendo lo zucchero in una casseruola coperto a filo con acqua, e fatelo cuocere sul fuoco fino a quando non diventa un caramello chiaro. Toglietelo dal fuoco, quindi "spegnetelo" con l'aceto. Se dovesse addensare troppo, unite un po' di succo d'arancia.

Nel frattempo togliete alle bucce delle arance tutta la parte bianca e tagliatele a filetti, quindi fatele sbollentare per 3' in acqua bollente. Scolatele e tenetele da parte.

Quando la carne é cotta, tiratela fuori dal forno e mettetela al caldo.

Unite il brodo al fondo di cottura della carne e fatelo ritirare della metà, quindi unite il caramello. Se dovesse risultate troppo liquido unite un cucchiaino di amido di mais precedentemente sciolto in poco succo d'arancia freddo.

Aggiungete per ultime la marmellata, il liquore, i filetti di arancia e una spolverata di pepe.

Nel frattempo avrete preparato la composta di mele aromatizzata al limone: sbucciate le mele e tagliatele a dadini, e mettetele in una pentola con un cucchiaio di succo di limone e la buccia grattata di quest'ultimo, finché il tutto non è così morbido da disfarsi da sé. 
 
Servite l'arista tagliata a fette sottili, accompagnata con il suo sughetto e la composta di mele. 

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