lunedì 20 ottobre 2014

Jaffa Cake, una sontuosa torta di Jamie Oliver

Jaffa Cake

A me il cioccolato non piace.

Però mi piacciono i dolci, in particolare mi piace imparare sempre nuove tecniche, per vedere di porre rimedio alla mia ben nota strafalcioneria.

Insomma, questa settimana vi propongo una torta da favola.

E la ricetta, dove si trova, di grazia?

Ovviamente sullo Starbooks!

http://starbooksblog.blogspot.it/2014/09/marshmallow.html







mercoledì 15 ottobre 2014

Il dolce gluten free, il libro


Dice che sia uscito oggi.
Dice perché io, che ho riletto le bozze centomila volte invece che godermi il caldo sole dell'estate (che non c'è stato, quindi mi sono persa poco e nulla), la copia stampata e finita mica l'ho ancora vista!
Però è una creatura tutta mia, da capo a piedi, foto comprese (!!!).

Insomma, per essere una blogger strafalciona non credo di potermi lamentare proprio per niente.

Come i più intelligenti di voi potranno evincere dal titolo, è un libro sui dolci. Molti già pubblicati sul blog, molti inediti, tutti provati e riprovati in modo ossessivo, perché chi mi conosce ben sa a quali vette di insicurezza io possa arrivare.

È un libro gaiesco, con poche invenzioni creative e molti dolci della tradizione, un po' prolisso malgrado il salvifico intervento dell'editor, ma ragionevolmente onesto.

È l'ennesimo libro di una blogger, senza glutine per giunta che è il massimo del cool.

L'editore è GIUNTI DEMETRA, che ringrazio per la fiducia.

Insomma, se proprio vi avanzano 12€ potreste pure comprarvelo. Anzi, 10,97€: è uscito solo oggi ed è già a sconto! Sarà un segno?
 
http://www.giuntistore.it/salute-e-benessere/pasticceria-gluten-free-19774

Faccio parecchio la disinvolta, ma in realtà sono emozionatissima e molto molto contenta.

Se ripenso al giorno in cui ho aperto il blog, ai mille esperimenti falliti, alle frustrazioni che mi hanno generato le nostre farinacce, non mi sembra quasi vero.

La cosa bella è che oggi è il compleanno di mio figlio, e della mia professoressa delle medie che molto ha contribuito a fare di me quella che sono, quindi sono due volte felice che il libro esca proprio oggi.
Grazie Maria Teresa!

La finisco qui, che per essere un post senza ricette mi sembra anche troppo lungo.

Il libro è in libreria, è sui principali portali online, se vi interessa, lo potrete trovare molto facilmente.

venerdì 10 ottobre 2014

Danubio senza glutine per il GFFD

danubio

Ai tempi dell'MTC sul Danubio avevo fatto un dolce, il buchteln.
E il Danubio? Il Danubio aspettò. Anche perché all'epoca la planetaria non ce l'avevo, e molta fatica si faceva a fare il Danubio.
Adesso la planetaria c'è, e sarebbe l'ora di pubblicarlo, il Danubio.
La ricetta è la stessa di allora, quella di Peperoni e patate che avevo a suo tempo sglutinato.
Questa volta al posto del mix per dolci lievitati e brioche di Olga e Manu, ho voluto problema il mix per dolci lievitati del mulino Dallagiovanna, che mi sembra una gran bella farina.
L'unica differenza, rispetto alla vecchia ricetta, è stata la necessità di aggiungere un po' più di liquidi, perché l'impasto era veramente sodo.
Per il resto, tutto perfetto.
L'ho farcito con quello che avevo in casa, mozzarella e prosciutto cotto, e non sono riuscita a fotografare l'interno, perché è stato il pranzo di oggi, che i miei figli affamatissimi appena tornati da scuola e una loro amica si sono divorati senza darmi il tempo di fare nessuna foto. A stento sono riuscita a fare quella che vedete sopra.

Danubio 
Ingredienti
  • 250 g di mix per dolci lievitati del mulino Dallagiovanna (¶)
  • 160 ml latte
  • 40 g di strutto
  • 10 g di burro
  • un pizzicone di sale
  • 1 cucchiaino di zucchero muscovado
  • 1 uovo + 1 tuorlo
  • 15 g di lievito di birra secco
  • 125 g di mozzarella
  • 100 g di prosciutto cotto
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo(¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.
 
Preparazione 
BuchtelnSciogliere il lievito di birra nel latte tiepido insieme al cucchiaino di zucchero muscovado nella ciotola dell'impastatrice. Aggiungere pian piano la farina, precedentemente setacciata, e cominciare ad impastare con il gancio a foglia. Unire l'uovo intero sbattuto insieme al tuorlo e al sale.
Impastare di nuovo finché l'uovo non sia perfettamente assimilato all'impasto.
Unire quindi lo strutto e il burro a temperatura ambiente, non tutti insieme, ma in tre passi, amalgamando perfettamente ogni dose di grasso all'impasto prima di aggiungere la successiva.
Cambiare il gancio e continuate ad impastare per una decina di minuti buoni, poi coprirlo e lasciarlo lievitare al calduccio fino al raddoppio (ci vorranno un paio d'ore).
Tritare grossolanamente il prosciutto cotto e tagliare la mozzarella piccoli dadini. 
Quando è raddoppiato sarà più lavorabile. Formare un salsicciotto, da cui si taglieranno delle pezzi di circa 35 g l'uno, con cui si formano delle palline. Schiacciare le palline, fino ad ottenere un cerchio di qualche mm di spesso, mettere nel mezzo un po' di prosciutto cotto tritato e delle mozzarella (abbondare!), e richiudere a formare un sacchettino.

Mettere le palline così ottenute in una teglia (io 26 cm di diametro) imburrata e infarinata (io con farina di riso), in modo che non si tocchino, e far rilievitare un altro po' (io quasi due ore) nel forno con la sola lucina accesa, fino al raddoppio.

Spennellare con un tuorlo sbattuto in un po' di latte e infornare nel forno preriscaldato a 200° C sul penultimo ripiano dall'alto.

Ci vorranno 20-25 minuti di cottura.

Si possono mangiare caldi, tiepini ma anche freddi.

Con questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day
una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living.


I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

mercoledì 8 ottobre 2014

Baci di dama senza glutine e #haivolutolabicicletta


Aggiornamento impegni.
Questa settimana ci sono le verifiche: sei classi, sette materie, ergo sette verifiche, una al giorno compresi sabato e domenica :-)
La settimana prossima consigli di classe: uno al giorno o quasi, così non mi annoio.
Già faccio scuola in tre plessi diversi, quindi non mi annoiavo nemmeno prima.
Dato che non bastava, mi sono messa pure a seguire un corso di aggiornamento.
Una cosina light, tutti i martedì pomeriggio di qui a Natale.

Ma si sa, i professori non fanno un ciufolo dalla mattina alla sera.

Sabato e domenica c'è l'apertura dell'anno scout, ovviamente si va, il prossimo fine settimana c'è il compleanno di mio figlio.

Poi fra breve partirà il corso sulla LIM.

Per ribadire: motto dell'anno? #haivolutolabicicletta

Però abbiamo anche trovato il tempo di andare a camminare.

A me camminare mi rimette al mondo.



Poi... poi... poi...

E poi succederà anche un'altra cosa.
Bella e per la quale non devo fare fatica.
L'ho già fatta quest'estate, per questa cosa, la farica.

Anche questi biscottini li abbiamo fatti quest'estate.

Provati più e più volte perché non mi convinceva mai la ricetta.

Alla fine, questa mi ha convinto.

Questa quale? Ma questa!

baci di dama

Baci di dama
Ingredienti
(per circa 20 baci di dama) 
    Per l'impasto
    • 50 g di zucchero semolato
    • 50 g di nocciole spellate e tostate (¶)
    • 45 g di burro freddo
    • 25 g di farina di riso (¶)
    • 20 g di amido di mais (¶)
    • 10 g di fecola di patate (¶)
    • 1 g di xantano (¶)
    • 1 pizzico di sale
    Per la farcia
    • 50 g di cioccolato fondente (¶)
    Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo(¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.

    Tempo di preparazione: 30 minuti +  il riposo in frigorifero
    Tempo di cottura: 15-17 minuti 


    Preparazione
    Mettete le nocciole in freezer per un'ora, quindi tritatele fini nel mixer usato a intermittenza insieme a un paio di cucchiai di zucchero tolti dal totale.
    Mettete nell'impastatrice lo sfarinato di nocciole, il burro freddo, la farina di riso, gli amidi, lo xantano, lo zucchero rimasto e il pizzico di sale, e azionatela per il tempo necessario ad amalgamare il tutto.
    Fate la palla, avvolgetela nella pellicola e mettete in frigorifero per un'ora buona.

    Quando l'impasto si è ben rassodato, fate delle palline grandi poco più di una nocciola, adagiatele su una placca da forno rivestita di carta forno e rimettetele a raffreddare in frigorifero per un'altra ora, o anche di più.

    Un'ottima alternativa che permette di accorciare i tempi è quella di usare il freezer al posto di entrambi i passaggi in frigorifero.

    Preriscaldate il forno a 150° C.

    Quando il forno è a temperatura infornate a metà altezza e cuocete i baci di dama per per 15-17 minuti circa: non devono scurire, solo dorare.
    Appena estratti dal forno saranno molto delicati, lasciateli freddare prima di spostarli, e comunque maneggiateli con cura, meglio ancora se con una paletta per dolci.
    Una volta freddi sciogliete il cioccolato nel microonde a bassa potenza o a bagnomaria, tuffateci la parte piatta dei biscotti e saldateli a due a due. Aspettate che il cioccolato si solidifichi prima di mangiarli.

    Note
    I baci di dama sembrano facili ma sono infingardi: fondamentali i due passaggi in frigo, prima e dopo la formatura, per evitare che, una volta infornati, si spatascino miseramente e allora... addio baci di dama!
    Se mai doveste incappare nello spatasciamento, non buttateli: non saranno baci, ma saranno buoni comunque, come biscottini alle nocciole.
    Si possono fare anche salati, per un buffet, vengono ottimi. Li trovate qui.

    venerdì 3 ottobre 2014

    Pain d'epi di Sonia per il GFFD

    pain d'epi

    Quest'anno, un cambiamento radicale: ho cambiato materia e pure scuola.

    Una cosa che andava fatta, se non volevo restare nel girone dantesco delle prime tutta la vita.

    Chi insegna sa bene quanto sia impegnativo insegnare nelle prime, e i frutti si colgono nel tempo. Se insegni solo nelle prime, i frutti non li cogli mai. Una gran fatica per scolarizzarli, insegnar loro come si sta a scuola (ogni volta che cambiano ordine di scuola sembra che i ragazzi si dimentichino regole, metodi di studio, impegno... ) poi arrivavo alla fine dell'anno, e consegnavo idealmente i miei alunni in mano altrui.
    Certo, li continuavo a vedere per i corridoi, ma non era la stessa cosa.

    Adesso invece posso insegnare in tutte le classi, dalla prima alla quinta. Non ci si annoia: i programmi cambiano da una classe all'altra, insegno due materie, insomma, dal punto di vista della didattica è un grosso passo avanti, che sono contenta di aver fatto, e che so che dovevo fare.
    Sto facendo anche molta fatica, studio molto, e sono sempre un po' in ansia.
    Però anche questo era da mettere nel conto. 

    Il fatto è che la mia vecchia scuola mi manca.
    Mi mancano i colleghi, con alcuni dei quali si era instaurata una vera e propria amicizia: anche qui mi sembra ci siano dei colleghi carini, ma ci vorrà del molto tempo prima di sentirmi di nuovo a casa come nella vecchia scuola.
    Mi mancano gli alunni, che sì non studiavano, sì avevano un sacco di problemi, sì a volte reagivano male, ma sapevano come colpire al cuore.

    Insomma, sono contenta di questo cambiamento, ma sento tanto la mancanza di quello che ho lasciato.

    ...

    E soprattutto ho sempre un sacco da fare, per cui questo blog langue in modo vergognoso. 

    Vediamo se oggi, in camera caritatis, riesco a pubblicare un post.

    Più in camera caritatis di così!!!!

    La ricetta è della grandissima Sonia, un pane morbidissimo e profumatissimo che ho già rifatto un paio di volte. Grazie Sonia.
    Ho cambiato un po' le farine usando quelle che avevo.
    Anche lo strutto non ce l'avevo, e ho usato l'olio.
    Il suo era sicuramente più bello.

    Pain d'epi
    Ingredienti
    • 200 g farina per pane Nutrifree (¶)
    • 100 g farina per pane e pizza Aglutèn (¶)
    • 100 g di farina Glutafin select  (¶)
    • 320 g acqua circa
    • 10 g lievito di birra (io 4 g di lievito di birra disidratato)
    • 4 g sale
    • 30 g olio extra vergine di oliva
    • olio d'oliva per ungere
    Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo(¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.
     
    Preparazione
    Per la descrizione del procedimento lascio la parola a Sonia
    Versare le farine nella ciotola dell'impastatrice, azionarla e versare gradatamente l'acqua in cui è stato sciolto il lievito.
    Appena l'acqua è del tutto assorbita, versare l'olio e il sale. Fare impastare qualche minuto affinchè tutto sia ben assorbito. Infarinare il piano di lavoro e versarvi l'impasto.
    Infarinare leggermente le mani e lavorare la pasta finchè non diventa ben liscia.
    Darle la forma di un filone, sistemarlo sulla placca da forno ricoperta da carta forno e coprirlo con pellicola trasparente oleata con olio d'oliva.
    Lasciare lievitare circa 30/40' (non deve perdere la forma o allargarsi troppo).
    Infarinare le forbici, compattare il filone e praticare dei tagli (vedi foto), spostando i vari pezzi una volta a destra e l'altra a sinistra.
    Accendere il forno a 200°, ungere la superficie del pane con olio d'oliva, spolverizzare con farina setacciata e cuocere per 20', poi alzare la temperatura a 250° e cuocere ancora 10' perchè colorisca in superficie.

    Con questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day

    una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living.


    I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

    domenica 21 settembre 2014

    Pilaf di riso Venere con pollo e peperoni

    pilaf di riso Venere con pollo e peperoni

    Questo mese la sfida dell'MTC è sul riso.Da celiaca, ho detto tutto. Dovrei partecipare con 85 ricette.

    Se poi si va a leggere l'incredibile post di Acquaviva, direi che le 85 dovrebbero diventare 1700... Almeno...

    Perché qui si vive di riso. In ogni modo.
    Ma il modo in cui ci piace di più è quello che ho scoperto tantissimi anni addietro forse sul Talismano della felicità. Mi pare lo chiamassero riso alla creola. Praticamente consisteva nel far cuocere il riso nel doppio del suo peso in acqua bollente, incoperchiato, finché l'acqua non era del tutto assorbita. Mavalà...
    Poi negli anni ho affinato la tecnica. Prima di tutto ho scoperto il basmati, che adoro fare così. Poi ho scoperto che se il riso lo lavi prima molte volte, poi viene più buono. E poi ho ridotto la quantità di acqua. Quello che non sapevo è che si chiamava cottura per assorbimento, o steamed rice. Adesso lo so, grazie a quell'enciclopedia ambulante che è la grandissima Acquaviva

    Ciò premsso, verrebbe naturale pensare che abbia fatto una ricetta con il riso per assorbimento, no? E invece no. Perché il secondo modo in cui mi piace mangiare il riso è il pilaf. Solo che lo faccio più raramente, perché è lievemente più pallosetto. Mi sembrava giusto giocarmela così, per questo MTC. Poi ci sarebbe il terzo modo, ovvero il risotto, ma per quello aspetteremo, forse, un altro MTC.

    Insomma, volevo che fosse pilaf. E volevo che fosse Venere, che ultimamente faccio spesso, perché piace un sacco a tutti.
    Volevo che ci fossero i peperoni, che col Venere stanno visivamente così bene, e il pollo, che con i peperoni sta così bene. E poi lo zenzero, che sta bene con il pollo, e le spezie, che stanno bene con lo zenzero. PRaticamente alla fiera dell'Est, e in effetti tutta sta roba viene da Est, rispetto a noi intendo :-)
    Una cosa tipo biryani, ma non del tutto, perché alla fine la pasta per sigillare non ce l'ho messa, e non ho fatto la doppia cottura. Forse.
    Insomma, l'ho fatto ieri sera. C'è però una cosa che non avevo pensato, che il riso Venere stinge, quindi il pollo sembra un pollo al nero di seppia.
    E la prossima volta il riso lo cuocio un po' prima, perché il Venere ci mette tanto, e i peperoni si sono cotti troppo.
    Però il pilaf con il Venere è una splendida idea,  viene meravigliosamente, così brillante e sgranato.
    Ah... Questa è pure una ricetta senza rischi di contaminazioni. Sempre una bella cosa...

    Insomma, per farla breve, eccomi qui.

    Pilaf di riso Venere con pollo ai peperoni

    pilaf di riso Venere con pollo e peperoni

    Ingredienti
    (per cinque persone)
    • 400 g di riso Venere 
    • 600 g di petto e cosce di pollo senza ossa e senza pelle
    • le ossa delle cosce di pollo di cui sopra
    • 1 peperone rosso
    • 2 peperoni verdi 
    • 2 peperoncini rossi 
    • 3 cm di zenzero fresco
    • 1 carota 
    • 2 cipolle rosse
    • 2 coste di sedano 
    • 4 capsule di cardamomo 
    • 4 chiodi di garofano
    • 1 stecca di cannella di 2 cm 
    • 1/2 cucchiaino di semi di coriandolo
    • 1/2 cucchiaino di semi di cumino
    • olio extravergine di oliva

    Procedimento
    Preparare il brodo  
    Mettere in una pentola capiente le ossa del pollo, la carota mondata e tagliata a tocchi, le coste di sedano, una cipolla rossa pulita e una falda di peperone, coprire d'acqua e preparare un brodo di pollo e verdure. Tenere da parte.

    Tritare nel tritaspezie i semini delle capsule di cardamomo, i chiodi di garofano, la cannella, i semi di coriandolo, i semi di cumino.

    Tagliare il pollo a tocchetti piuttosto piccoli (circa 2 cm) e metterli in una ciotola, spolverizzarli generosamente del trito di spezie e lasciar insaporire per almeno mezz'ora.

    Affettare sottilmente le cipolle, e farle sudare in una padella capiente con il fondo coperto d'olio.  Nel frattempo mondare i peperoni, e tagliarli a striscioline e quando la cipolla è appassita versarli nella padella. Farli cuocere per dieci minuti / un quarto d'ora, affinché siano ben insaporiti. Toglierli dalla padella, eventualmente aggiungere un filo d'olio e versare nella padella il pollo. Aggiungere lo zenzero grattugiato e i due peperoncini tagliati a striscioline, a cui si saranno tolti i semi.

    Far insaporire ben bene girando spesso. Il pollo deve colorire ma non troppo. Far cuocere cinque o sei minuti quindi togliere i pezzi di pollo dalla padella e tenerli da parte.

    Rimettere nella padella i peperoni, aggiungere il riso sciacquato sotto l'acqua corrente, e far insaporire cinque o sei minuti, mescolando.

    Aggiungere quindi 600 g di brodo di pollo filtrato bollente. Far riprendere il bollore, aggiustare di sale e trasferire il tutto in una pentola di pirex. Versare nella pentola anche i pezzi di pollo tenuti da parte, dare una mescolata generale, incoperchiare e infornare nel forno precedentemente preriscaldato a 180° C.

    Il Venere ci mette il suo tempo a cuocere, una quarantina di minuti. Portata pazienza.

    Con questa ricetta partecipo alla sfida di settembre 2014 dell' MTC.
    La ricetta originale di Acquaviva del blog acquaviva scorre

    venerdì 19 settembre 2014

    Due dolci in un colpo solo!

    Oggi è venerdì, giorno di 100% Gluten Free (Fri)Day! Cosa vi propongo? Ben due cose dolci, cosa volete di più???


    Premetto: a me non piacciono. Troppo dolci, troppo gommosi, troppo caramellosi...

    Ma i miei figli... O quanto amano i marshmallow!!! Mia figlia me li chiede sempre, quando andiamo a fare la spesa, e non amo accontentarla, perché li ho sempre considerati un vero trash food.

    Certo però che se si potessero fare in casa...

    Se si potessero??? Ma si può, parola dello chef stellato Purnell!

    E la ricetta, dove la trovate! Ovviamente sullo Starbooks!

    http://starbooksblog.blogspot.it/2014/09/marshmallow.html


    E dato che non avevo niente da fare (e qui risate di sottofondo, con questa nuova scuola non ho nemmeno il tempo per respirare...) mi trovate anche su D|Ricette.

    http://la.repubblica.it/cucina/ricetta/torta-alluva-senza-glutine/42385/

    Una torta che in realtà è molto più nelle mie corde, ma certamente meno spettacolare: torta all'uva, che sa di campagna e di vendemmia.

    Insomma, scegliete voi cosa preferite!

    Nessuno di vieta di rifare tutte e due le ricette, eh! 

    http://la.repubblica.it/cucina/ricetta/torta-alluva-senza-glutine/42385/


    Con queste ricette partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day
    una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living.

    I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

    linkwithin

    Related Posts with Thumbnails