mercoledì 1 aprile 2015

Pastiera alle due creme senza glutine

pastiera fetta

Ci avviciniamo alla Pasqua, e Pasqua a casa mia vuol dire Pastiera.
Manco fossi napoletana doc, a dire il vero.
Non è proprio la pastiera tradizionale: dentro non c'è il grano, ma il grano saraceno.Ma con il grano non la potevo fare, visto che la volevo senza glutine.
In realtà si può sperimentare anche con altri cereali. Con tutti i cereali. Ognuno sceglierà la sua versione.
Adesso arriveranno i puristi, che ci verranno a dire che non si può, così non si rispetta la tradizione, che la pastiera è solo di grano bagnato. Palle! Si può fare eccome, non sarà dop, o docg, ma buona è buona, e rende possibile anche a chi deve eliminare il glutine dalla dieta di mangiarla. Qualcosa in contrario? ;-)

La prima pastiera con il grano saraceno che mi è capitato di vedere l'aveva fatta Anna Musolino di Ai fornelli con la celiachia, nel lontano 2011! Da allora l'ho rifatta tantissime volte, cambiando le farine, i cereali e il ripieno.
Oggi vi propongo la ricetta con le due creme, quella alla ricotta e quella pasticcera, una versione ancora più ricca rispetto a quella tradizionale che pare sia tipica di Ischia.

La ricetta?
La trovate su Giunti Piattoforte.


http://piattoforte.tiscali.it/gallery/d/g/le-ricette-di-pasqua/pastiera-con-grano-saraceno.html


Se preferite la carta, la trovate anche sul mio libro.

http://www.giuntialpunto.it/product/8844044838/libri-il-dolce-gluten-free-pasticceria-senza-glutine-fatta-casa-gaia-pedrolli

lunedì 30 marzo 2015

Auguri compagno Pietro!


Oggi Pietro Ingrao compie cent'anni.

Più o meno trent'anni fa grazie a quest'uomo, cominciai a crescere, insieme e attraverso la lettura quotidiana de Il Manifesto. Già allora non era giovane, lo chiamavo il nonno. Poi c'erano gli zii: Luigi, che è mancato oramai da molto tempo e ci manca moltissimo, perché ci dava la linea, Rossana, che quando riuscivi a leggere e capire un suo articolo dall'inizio alla fine ti sentivi molto intelligente e più ricca, Valentino, pragmatico e concreto.
Ma lui era il nonno. Quando parlava ci si emozionava, perché diceva le cose con l'intelligenza del cuore. Un vecchio comunista. Di quelli che non ci sono quasi più.

A quell'epoca andavo alle manifestazioni. Adesso vado al Salone del Gusto.
All'epoca leggevo Il Manifesto. Adesso Fior Fiore Coop.
Se l'Italia è peggiore di allora è anche colpa di chi come me ha tirato i remi in barca e si è ritirata a vita privata. 
Perché non è che io abbia cambiato davvero idea, mi sono solo distratta.

Come dice sempre mio marito "E dire che l'abbiamo fatta pure studiare"
 Il compagno Pietro i remi in barca non li ha tirati neppure adesso che ha cent'anni.
Lui non è uno che si distragga.

lunedì 23 marzo 2015

Due tarte salate senza glutine due: al radicchio e con baccelli e pecorino

tarte radicchio e ricotta

Erano due mesi che non partecipato all'MTC. Due mesi con due sfide imperdibili, prima i canederli, un piatto di casa mia, trentinissimo (anche se l'autrice ci teneva a precisare che i suoi non erano i canederli trentini ma quelli all'ampezzana, ma poco importa, sempre di canederli si trattava) e poi i baci di Annarita, che mi avrebbero permesso di cimentarmi di nuovo nel temperaggio del cioccolato, che ho lasciato nel cassetto da troppo tempo.
Tant'è, non si riesce sempre a fare tutto, e questi mesi sono stati così pieni di cose che, molto dispiaciuta, non ce l'ho fatta a partecipare.  Ma le ricette della sfida sono lì, e mi aspettano. Perché, come ho sempre ripetuto, e come dice anche la vincitrice della sfida dei baci, l'MTC è la mia scuola di cucina, non partecipo per vincere anche perché oramai il mio tempo è passato, partecipo per imparare.
A questo giro però partecipo, il tempo l'ho trovato e soprattutto è una ricetta che posso giocarmi come pranzo per la famiglia, o almeno per una parte della mia complicata (a tavola) famiglia.
Le torte salate sono uno dei piatti che faccio più frequentemente, piacciono molto a me e a mia figlia, e sono una soluzione fantastica per un pranzo veloce. Sul blog ce ne sono varie versioni, e molte altre ne ho fatte senza pubblicarle. Ho provato brisé e frolle di ogni genere, standard, con le dietoterapiche, con farine alternative, con l'uovo, senza l'uovo.
A mio avviso quelle che vengono meglio senza glutine contengono l'uovo, e mi piace aggiungere alle farina un po' di farina di grano saraceno, che conferisce una consistenza e un sapore rustici, che fanno tanto francese. La brisé di Roux l'ho già fatta varie volte, anche se di solito, per un non ben giustificato spirito salutista che non mi si confà affatto, uso meno burro. A questo giro no, sono stata ligia.

Ringrazio quindi Flavia e il suo entusiasmo per averci proposto una sfida che apparentemente sembra da tutti i giorni (e nel mio caso lo è) ma che invece, come si è visto dalle proposte arrivate finora, permette anche di spaziare nell'empireo della fantasia e della creatività in cucina.  Aggiungo anche che quando ho letto l'invocazione di Flavia "e soprattutto desideriamo delle ricette che non siano “svuotafrigo”, ma che vi sfidino realmente sugli abbinamenti e sugli equilibri!" l'avrei baciata perché se c'è una cosa che non sopporto in cucina sono le torte salate svuotafrigo, secondo me una delle invenzioni più pessime, se mi concedete l'errore, che si possano avere. Per quanto una torta salata possa essere da desco quotidiano, dovrà sempre avere un suo equilibrio di gusti e consistenze, non potrà essere un orribile intruglio di formaggi avanzati e salumi irranciditi, come purtroppo talvolta accade. Grazie Flavia per la tua precisazione!

In realtà le torte salate sono state fra le prime cose che ho cucinato da sola. Ricordo ancora una volta ai tempi del liceo, ero ospite da una mia amica, decidemmo di cimentarci con una torta salata ai carciofi, che non a caso è rimasta per anni uno dei miei cavalli di battaglia.
La torta salata venne piuttosto bene, per essere una prima volta -fortuna del neofita?- la cucina un po' meno... Come spesso accade per i principianti, riducemmo la cucina a un campo di battaglia: farina ovunque, pezzi di impasto appiccicati per terra, acquaio pieno di ciotole, pentole e padelle, una confusione allucinante. Quando torno la mamma della mia amica si mise le mani nei capelli, ed era chiaro che si trattenne dal farci una sonora ramanzina solo per riguardo a me.
Quella volta imparai che cucinare non vuol dire solo cucinare, ma ache lasciare l'ambiente di lavoro in condizioni decenti, e questo principio non mi ha mai abbandonato, anche se strafalciona ero e strafalciona sono rimasta.

Le torte salate che propongo oggi (perché sono due) sono semplici, nel mio stile. Niente ingredienti strani, niente cose particolari. Le ho fatte per mangiarle, anzi, perché le mangiasse mia figlia, che in questo periodo sta attraversando un periodo di inappetenza pre-adolescenziale che mi preoccupa non poco... Non ha fame, e soprattutto non le piace niente, nemmeno le cose che ha sempre mangiato di gusto, e dimagrisce. Cerco quindi di prepararle cose che le piacciano, e mi sembra questa volta di averla accontentata.

Sono due tarte (non quiche) a base di ricotta, formaggi e verdure. Una che saluta l'inverno che ci ha appena lasciati, a base di radicchio tardivo di Treviso, l'altra che dà il benvenuto alla primavera imminente, baccelli e pecorino. Avevo pensato di metterci anche il salame ma il salame cotto proprio non mi piace, mi par greve, e sicuramente non sarebbe piaciuto alla signorina, che è sempre alla ricerca di sapori freschi e leggeri.

Ho fatto delle monoporzioni perché sono più comode da mangiare e conservare e soprattutto, essendo piccole, "spaventano" meno la ragazza e il suo scarso appetito.

Prima metto la ricetta della brisé, che è la stessa per entrambe le versioni.
Rispetto alla versione proposta da Flavia non ci sono grosse variazioni, salvo l'aggiunta di un cucchiaio di latte in più, dovuto soprattutto alla presenza di un discreto quantitativo di farina di grano saraceno, per di più parecchio "rustica", che assorbe più liquidi delle altre farine. E ovviamente l'amico xantano.

Le foto fanno schifo, le ho fatte ieri sera ma non mi fidavo di lasciare il tutto a oggi. Ultimamente sono parecchio sbadata, e l'ultima volta che ho fatto queste tortine le ho lasciate bruciare, o meglio carbonizzare, in forno :-(

Brisé di Roux al grano saraceno

brisé saracena

Ingredienti
  • 70 g di farina di riso (¶)
  • 30 g di fecola di patate (¶)
  • 40 g di amido di tapioca (¶)
  • 70 g di farina di grano saraceno integrale (¶)
  • 40 g di amido di mais (¶)
  • 4 g di xantano (¶)
  • 1 cucchiaino di sale
  • 1 pizzico di zucchero
  • 150 g di burro ammorbidito
  • 2 cucchiai di latte
  • 1 uovo
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo(¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.   

Procedimento
Versate la farina a fontana sul piano di lavoro. 
Mettete al centro il burro, il sale, lo zucchero e lavorate con la punta delle dita, lavorando delicatamente l’impasto finché assume una consistenza grumosa.
Unite il latte e l'uovo sbattuti insieme e incorporateli delicatamente sempre con la punta delle dita finché l’impasto comincia  a stare insieme.
Spingete lontano da voi l’impasto con il palmo della mano, lavorando di polso, per 4 o 5 volte, finché è liscio. Formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela in frigo fino all’uso.

Tarte al radicchio tardivo

tarte radicchio e ricotta

Ingredienti
  • 1/2 dose di brisé al grano saraceno (¶)
  • 2 cespi di radicchio tardivo di Treviso
  • 170 g di ricotta di pecora
  • 40 g di parmigiano reggiano grattugiato
  • paprica in polvere (¶)
  • 1 uovo
  • sale e pepe
  • olio extravergine di oliva
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo  (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.   

Procedimento
Tirare fuori dal frigo la brisé. Se è molto dura cominciare a batterla con il mattarello per appiattirla e ammorbidirla, compattandola ai bordi in modo che non si sfrangi eccessivamente. Quando ha raggiunto una consistenza lavorabile, cominciare a stenderla con il mattarello fino ad uno spessore di circa 4 mm. Forse in alcuni punti si spezzerà un po', come si vede dalla foto, soprattutto sui bordi, ma ci sono tragedie peggiori.

Io ho usato stampini monoporzione da 7 cm di diamtro, e per tagliare la frolla ho usato un coppapasta da 9 cm. In realtà è un po' piccolino, quindi dopo averla tagliata le ho ridatto un paio di botte di mattarello, per allargarla un po'.
Gli stampini andrebbero spennellati con il burro e infarinati, ma essendo i miei anti-aderenti non ve n'è necessità.

Vista la piccola dimensione degli stampi, ho versato direttamente la farcia negli stampini, senza procedere con una parte di cottura in bianco. Se invece di avere degli stampini avessi usato un'unica tortiera da avrei prima cotto in parte in bianco la base, coprendola con la carta-forno e i fagioli, per evitare di avere alla fine una base cruda che è una delle cose più sgradevoli che possono succedere con le torte salate.

brisé saracena stesaPer quanto riguarda la farcia, ho lavato il radicchio e ho tagliato un cespo e mezzo a striscioline sottili, lasciando da parte le 6 foglie più belle. 
Ho fatto scaldare un filo d'olio in una padella anti-aderente e ci ho fatto appassire il radicchio, salandolo con un pizzico di sale.
Una volta appassito l'ho mescolato con la ricotta setacciata, il parmigiano grattugiato, una spruzzata di paprica in polvere e l'uovo, ottenendo un composto omogeneo. Ho pepato, aggiustato di sale e l'ho usato per farcire 6 stampini fino al bordo, mettendoci sopra una foglia di radicchio tenuta da parte. 
Ho quindi cotto le piccole tarte nel forno pre-riscaldato a 180 °C per circa mezz'ora. Prima di mangiarli abbiamo aspettato che si intiepidissero.  

Tarte pecorino e baccelli 

tarte pecorino e baccelli

Ingredienti
  • 1/2 dose di brisé al grano saraceno (¶)
  • 70 g di baccelli sgranati e sbucciati
  • 130 g di ricotta di pecora
  • 70 g di pecorino fresco
  • 1 cucchiaio di parmigiano grattugiato
  • 1 uovo
  • sale e pepe
  • qualche foglia di maggiorana fresca
  • olio extravergine di oliva
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo  (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili, o presentare la scritta SENZA GLUTINE sulla confezione.
Procedimento
Per quanto riguarda la pasta brisé, ho seguito la procedura utilizzata per le tarte al radicchio tardivo.

Per quanto riguarda la farcia, mescolato la ricotta setacciata con il pecorino tritato (nel mixer), il cucchiaio di parmigiano, i baccelli sgranati e sbucciati, l'uovo, il pepe e qualche fogliolina di maggiorana. 
Ho aggiustato di sale e con questo composto ho farcito gli stampini foderati di pasta brisé come sopra indicato.
Ho quindi cotto le piccole tarte nel forno pre-riscaldato a 180 °C per circa mezz'ora. 
Prima di mangiarli abbiamo aspettato che si intiepidissero.  
tarte pecorino e baccelli

Sono una realizzazione semplice, che accompagnata da un'insalatina di stagione risolve un pranzo, ma può anche servire come entré per una cena o come uno dei tanti elementi che costituiscono un pranzo a buffet.  Ed ovviamente sono perfette per un picnic.
Versatili, buone, veloci. Cosa si può volere di più?


Con questa ricetta partecipo alla sfida n° 46 di marzo 2015 dell' MTC.
La ricetta originale di Elisa Baker del blog cuocicucidici

MTChallenge di marzo 2015

venerdì 20 marzo 2015

Pane alle noci senza glutine per il 100% GFFD

pane alle noci

Sono stata senza connessione praticamente tutta la settimana.
Per scoprire:
1) che un po' ci si sente persi, abituati a vivere connessi (e questo malgrado avessi il cellulare)
2) che si è liberato un sacco di tempo per fare altre cose
3) che le cose che avevo da fare anche senza essere connessa bastavano e avanzavano per riempirmi le giornate
4) che sono stata molto più simpatica, rilassata e gentile con tutti.

Traiamone pure le nostre conseguenze, va'...

E ora questo pane che ho fatto tempo fa. Semplicissimo pane con le noci, molto rustico. 

Pane con le noci

Ingredienti
  • 200 g di farina per pane Revolution food (¶)
  • 200 g di farina per pane Nutrifree (¶)
  • 100 g di farina Glutafin Select  (¶)
  • 410 ml di acqua a temperatura ambiente
  • 10 g di lievito di birra
  • 1 cucchiaino di miele di castagno
  • olio extra-vergine di oliva
  • 150 g di gherigli di noci  grossolanamente spezzettate
  • sale
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

Procedimento
Sciogliete il lievito sbriciolato nell'acqua tiepida, unite un cucchiaio di farina Nutrifree, un cucchiaino di miele di castagno, aspettate che faccia la schiumina quindi unite le farine setacciate e cominciate ad impastare con l'impastatrice con la foglia.
Quando l'impasto è omogeneo unite un pizzico di sale sale, un paio di cucchiai di olio extravergine di oliva e le noci.
Continuare ad impastare con il gancio, e quando è bello omogeneo trasferitelo in una ciotola unta d'olio e fatelo lievitare nel forno con la sola lucina accesa fino al raddoppio (come al solito i tempi sono molto indicativi, dipendendo da tanti fattori, un paio d'ore o anche tre).

Rovesciatelo sulla spianatoia infarinata con farina di grano saraceno, sgonfiatelo, date qualche piega e arrotolatelo a filone, rimboccando gli estremi all'interno.

Coprite con un canovaccio e fatelo lievitare, di nuovo fino al raddoppio, coperto con un canovaccio pulito.

Accendete il forno alla massima temperatura (io 250° C) con una teglia dentro e una pentolina sul fondo.
Questo pane l'ho fatto quando non avevo ancora la refrattaria e si vede. Con la refrattaria sarebbe venuto sicuramente meglio.

Quando il forno è a temperatura fate dei tagli perpendicolari, a grigliato, sulla superficie del pane e infornatelo, mettendo subito nella pentolina tre cubetti di ghiaccio per creare vapore.

Dopo venti minuti, quando il pane è cresciuto in altezza, aprite il forno per sfiatare il vapore e abbassate la temperatura a 200°C.
Ci vorrà un'oretta complessiva per cuocere.

Ottimo per tartinette, in questo caso l'ho usato per fare dei crostini al basilico.


Con questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day
una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living
 .

martedì 10 marzo 2015

Chelsea buns senza glutine per lo Starbooks

Gluten free Chelsea Buns

Questo mese, con lo Starbooks, ci spostiamo, come spesso ci accade, nella perfida Albione, e recensiremo un libro dall'invitante titolo ea Fit for a Queen- Recipes and drinks for Afternoon Tea (in association with Historical Royal Palaces).
Apparentemente non è il libro più adatto per l'imminente primavera, una tazza di té e un dolcetto richiamano alla memoria piuttosto fredde serate autunnali e invernali, ma vista la stagione siamo state davvero previdenti.
 
Era tanto che volevo provare a fare questi rotolini dolci che furoreggiano in tutte le cucine un po' nordiche, dai kanelbullar svedesi ai cinnamon rolls americani.

Questi si chiamano Chelsea Buns, e sono una specialità inglesi.

Fra le spezie non c'è solo la cannella, ma un insieme di spezie le cosiddette mixed spice. Nel mondo anglosassone si trovano già pronte, qui non so, e comunque per evitare rischi contaminazioni me le sono fatte in casa. 

Il profumo del limone rende il tutto ancor più goloso.

Se volete conoscere questa ricetta tradizionale, non avete altro da fare che seguirmi sul blog dello Starbooks.

La ricetta? On Starbooksblog!

http://starbooksblog.blogspot.com/2015/02/zucca-con-cardamomo-e-semi-di-sesamo.html




venerdì 6 marzo 2015

Filone integrale senza glutine con lievito madre e semi oleosi


L'educazione affettiva ed emotiva, per me è IL tema fondamentale dell'educazione.
Imparare a comprendere, accogliere, accettare, dare un nome, esprimere, elaborare il turbinio che abbiamo dentro.
È difficile. Ma è fondamentale. È quello che ci rende umani, non è ragione o sentimento.
È ragione E sentimento. O meglio sentimento E ragione, quell'intelligenza emotiva che ci permette di accettare le nostre debolezze, e quindi essere più forti e sicuri, e di accogliere l'altro, ascoltarlo, uscire dalla modalità IO per entrare nella modalità TU.
Se c'è qualcosa in cui sento tutta la difficoltà dell'essere genitore, e la mia inadeguatezza, è questo. Non c'è compito più difficile, più anti-intuitivo, più complesso dell'educazione affettiva.
Perché siamo spesso guidati dalle nostre ansie, e l'ansia è agli antipodi dell'ascolto e dell'elaborazione.

Tutto questo per dirvi che c'è in giro questo docu-film meraviglioso, girato alla Scuola-città Pestalozzi di Firenze, in cui si racconta l'ultimo anno di elementari di una classe, e il suo culminare nella gita al mare.

Un film durante il quale mi sono commossa, ho riso, ho pianto, ho pensato.
La cosa più bella è che l'ho visto insieme ai miei figli, che hanno 11 e quasi 14 anni, e anche loro hanno pensato, riso, pianto insieme a me.
È stato bellissimo vedere questo film, e se possibile ancor più bello vederlo insieme a loro.

L'altra cosa bella è che fra i protagonisti del film ci sono ben tre miei studenti.
Che non guarderò più con gli stessi occhi.
Come non guarderò più con gli stessi occhi tutti i miei studenti.

Questo post così emozionante lo accompagno con un pane.
Perché l'educazione affettiva è il pane della vita.
Sono felice, perché dopo un paio d'anni ho rifatto il lievito madre. E mi sta dando parecchie soddisfazioni. 
Un lievito madre un po' diverso dal precedente, più sodo e a cui ho aggiunto la farina di sorgo, semplicemente perché ho riprovato varie volte negli ultimi tempi a fare il LM come lo facevo un tempo, ma non partiva. E allora prova a cambiare questo, prova a cambiare quello, con la farina di sorgo è venuto bene e continuo così.

Il procedimento però è lo stesso che adottai a suo tempo, che poi è lo stesso di tutti i lieviti madre. Lo potete trovare qui.
Quello che cambia sono le dosi delle farine, e la proporzione con l'acqua. 
Ci dedicherò un post ad hoc, quando ne avrò tempo, ma intanto metto qui le dosi per i rinfreschi

Lievito madre senza glutine con farina di riso, mais e sorgo

Starter:
55 g di farina di riso
25 g di farina di mais
20 g di farina di sorgo
110 g di acqua

Rinfreschi:
100 g di lievito madre
55 g di farina di riso
25 g di farina di mais
20 g di farina di sorgo
90/95 g di acqua

Oggi vi propongo un filone integrale con i semi oleosi. Una bontà.

Filone con lievito madre e semi oleosi. Senza glutine


Filone integrale con lievito madre ai semi oleosi
Ingredienti
Primo impasto
  • 100 g di lievito madre rinfrescato la sera prima (¶)
  • 100 g di farina Nutrifree per pane (¶)
  • 90 g di acqua
Impasto finale
  • tutto il primo impasto
  • 200 g di farina per pane FIBRA+ (¶)
  • 140 g di farina per pane REVOLUTION (¶)
  • 60 g di farina GLUTAFIN Select (¶)
  • 400 g di acqua 
  • 1 cucchiaino di miele millefiori
  • 40 g di olio 
  • 20 g di semi di lino 
  • 20 g di semi di girasole
  • 20 g di semi di zucca
  • 10 g di semi di papavero 
  • sale  
  • farina di grano saraceno per lo spolvero 
  • olio per la ciotola 
  • semi oleosi misti per mettere sopra il pane alla fine
Gli ingredienti contrassegnati con il simbolo (¶) sono alimenti a rischio per i celiaci e per essere consumati tranquillamente devono avere presentare sulla confezione la scritta SENZA GLUTINE il simbolo della spiga barrata, oppure essere presenti nel prontuario dell'Associazione Italiana Celiachia, o nell'elenco dei prodotti dietoterapici erogabili.

Filone con lievito madre e semi oleosi. Senza glutine  

Procedimento
Primo impasto (rinfresco del LM)
Sciogliete il lievito madre nell'acqua a temperatura ambiente, unite la farina, mescolate bene e fare riposare 12 ore coperto con un panno pulito a temperatura ambiente.

Impasto finale
Il primo impasto sarà cresciuto, scioglietelo nell'acqua tiepida insieme al cucchiaino di miele. trasferitelo nella ciotola dell'impastatrice e unite le farine setacciate insieme. Avviate l'impastatrice con la foglia a velocità media, e impastate per 5 minuti, finché l'impasto sarà omogeneo e cremoso.
A questo punto unite l'olio a filo, sempre impastando, un pizzicone di sale e, quando il tutto è di nuovo ben omogeneo, mettete il gancio e unite tutti i semi. Continuate a impastare altri 10 minuti a velocità media.
Trasferite quindi l'impasto, che sarà morbido e non molto lavorabile, in una ciotola unta con olio extravergine d'oliva, coprite con una pellicola e fate riposare parecchie ore (8/10 nel mio caso, ma è inverno, e il mio LM madre è giovane, probabilmente in un'altra stagione e con un LM più tenace ce ne vorranno molte meno) al calduccio (ad esempio nel forno con la lucina accesa).
Quando l'impasto è più che raddoppiato sformatelo sulla spianatoia infarinata con farina di grano saraceno, sgonfiatelo, date qualche piega di secondo tipo, quindi stendetelo e arrotolatelo ripiegando le estremità all'interno.
Mettete a lievitare in un cestino lungo da lievitazione ben infarinato, con la chiusura rivolta verso l'alto, e coperto da un canovaccio.
Filone con lievito madre e semi oleosi. Senza glutine 

Anche qui il tempo per la seconda lievitazione è molto variabile, io per avere un'idea prelevo una pallina di impasto, la metto in un bicchiere con un po' d'acqua (fredda!!) e quando la pallina viene a galla vuol dire che la lievitazione è a buon punto.
A quel punto accendete il forno al massimo con la refrattaria dentro sul ripiano più basso e una teglietta sul fondo.
Aspettate una quarantina di minuti, quindi trasferite il pane sulla pala infarinata con la chiusura sotto, fate dei tagli trasversali profondi, spennellate con acqua la superficie e cospargete di semi oleosi (soliti zucca, lino, girasole e papavero).
Vaporizzate le pareti del forno, quindi infornate sulla refrattaria ben infarinata e mettete nella teglietta sul fondo 4 cubetti di ghiaccio. Tutte queste pratiche servono a mantenere un giusto grado di umidità e a non far seccare subito la crosta, cosicché il pane possa crescere liberamente in altezza nella prima fase della cottura.
Dopo un quarto d'ora abbassate il forno a 200 °C e dopo mezz'ora aprite per sfiatare.
Con la refrattaria i tempi di cottura sono un po' ridotti rispetto a quando non la si usa, quindi il pane sarà cotto dopo circa 50 minuti.
Se non usate la refrattaria (ma davvero la consiglio, fa la differenza) il tempo di cottura è la classica ora.
Togliete il pane dal forno (fate la prova "bussando" sul fondo per verificare la cottura) e mettetelo a raffreddare su un tagliere di legno coperto da un canovaccio.
Dura morbido giorni e giorni.


Con questa ricetta partecipo anche al 100% Gluten Free (fri)Day

una gran bella iniziativa di Gluten Free Travel & Living
 .


mercoledì 4 marzo 2015

Cappuccino Cheesecake


Gluten free cappuccino cheesecake

Avete presente gli Oreo, quei biscotti al cioccolato super-fondente farciti con la vaniglia?

Ecco, ne esiste una versione anche senza glutine.

La fa la Nutrifree.

Quando li ho visti, non ho resistito, e ci ho fatto la base per un cheesecake. 

Il risultato qui è piaciuto parecchio, a grandi e piccini.

E la ricetta?

La ricetta della Cappuccino Cheesecake la trovate su Nutrichef.


Gluten free cappuccino cheesecake


Con questa ricetta partecipo all'iniziativa "La mia ricetta su Nutrichef"

http://www.nutrichef.it/filone-semi-integrale/

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